Abbiamo cercato un’opinione sul Sinodo da parte di gay-credenti. Ne è venuta fuori una lunga conversazione che abbiamo voluto riportare per la ricchezza delle argomentazioni a tutto campo. Non c’è scoraggiamento per l’esito del Sinodo dei vescovi nel gruppo di gay-credenti che
San Berillo, venerdì 18 aprile, migliaia di persone affollano il quadrilatero delimitato dalle vie Di Prima, Coppola, Sangiuliano e Ventimiglia. Hanno accolto, con entusiasmo, l’invito del Comitato Cittadini Attivi, promotore dell’iniziativa ‘Porte aperte a San Berillo’. Per molti è una sorpresa. Chi
Siamo nella cosiddetta “aula pianoforte” della Scuola Superiore, i ragazzi sui divanetti o accovacciati a terra, l’atmosfera è informale per favorire un dialogo schietto, senza formalismi. Il sindaco Enzo Bianco sceglie la Scuola Superiore per il suo “contratto” con i giovani catanesi.
Si aspettavano una grande partecipazione, ma non così tanta visto che alla proiezione unica delle 21 è stato necessario far seguire una seconda programmazione, in modo da poter accogliere le centinaia di persone che hanno invaso il cinema King per l’anteprima del
“E’ vergognoso. Posso credere che nessuno li abbia visti? Non ci credo”. “Non vogliono vedere”. Tra le bancarelle della fiera di Sant’Agata in corso Martiri della Libertà, questi i commenti di alcuni catanesi che, esterrefatti, osservano i buchi profondi trenta metri e
Cinema, teatro, incontri: per tre giorni,dal 27 al 29 maggio, a Catania, nell’ambito del progetto “Urban Cultural Maps”, si è discusso del quartiere di San Berillo. Andrea D’Urso, dottore in geografia, fra i promotori dell’iniziativa, ci propone un primo bilancio. “Siamo diventati tutti
Cinema, teatro, incontri: per tre giorni, dal 27 al 29 maggio, Catania discuterà di San Berillo. Per oltre un anno e mezzo, un gruppo di giovani ha lavorato, all’interno del progetto “Urban Cultural Maps”, finanziato dall’Unione Europea, per recuperare le identità nascoste
Dopo che nella sede del comune di Catania l’architetto Mario Cucinella ha presentato il masterplan per il ‘nuovo quartiere di San Berillo’, ci saremmo aspettati l’avvio di una discussione articolata e partecipata, nei luoghi della politica, come all’interno della società civile. Invece,
Un vero e proprio paesino con famigliole e la presenza di molte donne, massaie e madri di famiglia. Questa è la fisionomia che ha acquisto, a distanza di un anno, la favela tra via Crispi e Corso Martiri della Libertà, clic sull’immagine
E’ difficile credere che un museo civico pubblichi, nella sua collana editoriale, una testimonianza di chi per anni si è prostituito a San Berillo, vecchio quartiere catanese della prostituzione. Ed è ancora più difficile credere che questo libro sia stato promosso e