Che Bianco avesse buone probabilità di vincere era nell’aria, che ci sarebbe riuscito al primo turno molto meno. Nessuno, però, aveva ipotizzato che Stancanelli, rispetto al 2008, a fronte di una leggera diminuzione dei votanti, avrebbe perso circa l’80% dei suffragi. Una
“Non la voterò, occorre un ricambio generazionale nella politica”, “mi dispiace deluderla ma sarò rieletto sindaco. Si può essere anagraficamente giovani, ma vecchi dentro”. Chi si aspettava un confronto vivace fra il sindaco catanese uscente, Raffaele Stancanelli, e il pubblico presente mercoledì
Piano Urbanistico Attuativo – Variante Catania Sud (PUA). Ovvero come cementificare una vasta area, che dal faro Biscari giunge sino all’oasi del Simeto (530 ettari), facendo finta di riqualificarla. Una variante approvata dal Consiglio comunale di Catania con 23 voti favorevoli e
‘Quando mi presento come candidato sindaco non sempre riesco a parlare con i miei interlocutori, c’è un’ evidente distanza fra cittadini e politica che sembra crescere sempre più’. Forte del suo essere prestato alla politica, di vivere questa avventura elettorale come parentesi,
Via Etnea, ore 18, è un flusso continuo di turisti: c’è chi scende da una nave da crociera, chi è in città per una conferenza, tanti i ragazzi in gita scolastica. A pochi metri da loro Maurizio Caserta sceglie il Teatro Sangiorgi per
‘Vergogna, padre gesuita hai organizzato un dibattito politico in chiesa durante la settimana santa’. Dopo quasi tre ore di discussione sulle primarie, organizzata nel salone della parrocchia del Crocefisso dei miracoli, da decine di associazioni della cosiddetta società civile, questa frase, urlata
Una volta erano les États généraux, gli Stati generali, l’organo di rappresentanza delle tre classi sociali, esistente nello Stato francese prima della Rivoluzione del 1789. Furono convocati l’8 agosto 1788 da Luigi XVI detto le désiré, il desiderato, allo scopo di raggiungere