A quarant’anni dal 5 gennaio 1984, giorno dell’assassinio mafioso di Giuseppe Fava, la memoria del giornalista-scrittore è ancora viva e rappresenta un punto di riferimento fondamentale per coloro che vogliono liberarsi delle mafie. Ciò è certamente dovuto all’ autorevolezza, alla profondità –
La Fondazione Fava ricorda “con affetto e gratitudine” il giornalista Nino Milazzo, venuto a mancare qualche giorno fa. Lo ricorda pubblicando le parole da lui pronunciate, il 4 gennaio 2015, da presidente del Teatro Stabile, in occasione del pomeriggio di
Non più solo gregarie, complici e conniventi, ma protagoniste della scena criminale, le donne scalano oggi i vertici della piramide criminale. Sono intestatarie di società a fini di riciclaggio di denaro sporco, praticano l’usura, gestiscono patrimoni, piazze di spaccio e business delle
Il mare e la navigazione a vela come occasione di crescita umana e psicologica, come esperienza di libertà e insieme di rigore, come momento di condivisione così formativo da potersi trasformare in uno strumento di riabilitazione per chi ha sbagliato e si
“In questa città c’è ancora molto da fare”, ha detto Elena Fava con riferimento ai fiori sottratti alla lapide del padre poche ore dopo la cerimonia per il 28° anniversario della sua uccisione. Nel deporne di nuovi, ieri mattina, ha pacatamente aggiunto
Il 5 gennaio a Palazzolo e a Catania. Non senza l’immancabile appuntamento sotto la lapide, davanti al Teatro Stabile, nel luogo in cui avvenne l’agguato. Anche quest’anno per ricordare Pippo Fava ovvero per parlare di informazione, di giornalismo, quello vero, quello per il