Una targa per l’aula 2 del dipartimento di Scienze Umanistiche che ora si chiama aula Stefania Erminia Noce, e “un attestato di carriera in Lettere”, al posto di una laurea honoris causa ancora lontana. L’aula è stata intitolata a lei e la pergamena
Inesorabile è tornato l’otto marzo. E, infine, anche quest’anno è passato, tra manifestazioni, cene e squallidi spogliarelli maschili. Ci fermiamo alle manifestazioni, naturalmente. Ma per favore non chiamatela festa. Chiamatela giornata internazionale della donna. C’è ancora tanto da fare, tanto da costruire,
MINISTERO DELLA GIUSTIZIA DIPARTIMENTO AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA DIREZIONE C.C. CATANIA PIAZZA LANZA – AREA TRATTAMENTALE – COMUNICATO STAMPA Sabato 08.03.2014, dalle 9.30, avrà luogo per le detenute della Casa Circondariale di Catania Piazza Lanza, in occasione della celebrazione della Festa della Donna,
Come mai nessuno ci aveva pensato prima? Esiste la soluzione – teorica, ma con qualche esempio pratico -per le crisi istituzionali italiane e del mondo intero: l’autorità femminile al governo! E’ proprio questo, infatti, il sottotitolo del libro “Sovrane” (edizioni Il Saggiatore)
Un presidio, un volantino, uno striscione e una lettera consegnata alla prefetta. Così le donne di Catania hanno manifestato il primo febbraio, insieme a tutte le altre d’Europa, per respingere l’attacco contro la libertà di scelta tra maternità e aborto. Infine: per
Un libro può cambiare la testa e quindi la vita della gente. Può essere un saggio ma forse, soprattutto, un romanzo che arriva lontano e tocca la mente attraverso il cuore. Storia e Letteratura vanno, infatti, a braccetto. Il 10 dicembre, nel
Qualche giorno fa, nei locali del centro di ricerca e formazione teatrale Viagrande Studios, nell’ambito del Festival FranceDanse 2013, si sono esibite -unica data italiana- due eccellenze della danza contemporanea sudafricana, danzatrici e coreografe ed esponenti del femminismo sudafricano. Per Argo è
Una finestra ‘al femminile’ sulle altre regioni del Mediterraneo? La tengono aperta alcune donne catanesi attraverso Mediterranea, la rivista on line dell’UDI Catania che racconta eventi e situazioni “dal punto di vista delle donne e dei bambini”. Nel numero di agosto viene
“C’è differenza”. Eccome se c’è. Parola di Graziella Priulla che da tempo si occupa di “identità di genere e linguaggi: storie, corpi, immagini e parole”. Così recitano titolo e sottotitolo dell’ultimo libro della sociologa, torinese di nascita ma catanese d’adozione, presentato di
La collana “la Modesta”, edizioni Villaggio Maori, si occupa stavolta di femminicidio. L’autrice Serena Maiorana tratteggia in sei brevi capitoli l’esistenza di Stefania Erminia Noce, nata a Ragusa nel 1987, morta in casa sua a Licodia Eubea nel 2011, uccisa dal fidanzato