Studiosi del Medio Oriente appartenenti a varie discipline parteciperanno a due giornate di studio internazionali dedicate a Giulio Regeni. Non solo un omaggio alla memoria del giovane dottorando ucciso al Cairo nel 2016, ma un tentativo di
Metz Yeghérn, il “Grande Male“. Così gli Armeni chiamano il massacro del proprio popolo che viene commemorato proprio oggi, 24 aprile. Che si possa definire o meno un genocidio, che sia stato o meno il primo genocidio del Novecento (questioni divenute oggetto
Una camera luminosa, straripante di libri e riviste con manifesti colorati appesi un po’ dappertutto. Dietro le scrivanie un uomo e una donna, occhi vispi e voci pacate. Sono Federico Cresti e Daniela Melfa, storici africanisti nonchè cuore pulsante di
Un libro può cambiare la testa e quindi la vita della gente. Può essere un saggio ma forse, soprattutto, un romanzo che arriva lontano e tocca la mente attraverso il cuore. Storia e Letteratura vanno, infatti, a braccetto. Il 10 dicembre, nel
Ricostruire in Tunisia -dopo il crollo del regime- una memoria condivisa recuperando le tradizioni locali, come quelle che riguardano la vita e la cultura dei ‘fellaga’, combattenti ribelli del sud, ignorati dai libri della storia ufficiale. E’ questa l’idea forte attorno a
Dieci studenti attorno ad un tavolo, tre professori e 40 minuti di ritardo. Inizia così il secondo di tre incontri organizzati, alla facoltà di Scienze Politiche, da CoSMICA (Centro per gli studi sul Mondo Islamico Contemporaneo e Africa) in collaborazione con il
A combattere contro Gheddafi ci si può guadagnare, non solo il controllo dei pozzi di petrolio, ma persino il titolo di paladini della libertà. Il dubbio di essersi infilati in una guerra di cui non si sono valutate tutte le conseguenze, tuttavia,