Non è una novità che gli USA abbiano scelto Sigonella come capitale dei droni e la Sicilia come piattaforma strategica per le loro operazioni militari nel continente africano, in Afghanistan, Pakistan e via discorrendo. Ne parla da tempo soprattutto Antonio Mazzeo nel
Predator un nome che non preannuncia niente di buono. Sono i famosi droni, aerei senza pilota, che da alcuni anni sono stabilmente presenti nella base di Sigonella, da dove, ad esempio, partivano durante la guerra in Libia. Inoltre, come scrive Antonio Mazzeo
Immaginate di attraversare un bosco, una sughereta per la precisione, del quale non si intravede la fine. All’improvviso una radura, tragico segno dell’intervento dell’uomo. Tanti terrapieni, la vegetazione sparita e, al posto degli alberi, decine e decine di tralicci, come un’enorme ragnatela:
COMUNICATO STAMPA In una conferenza stampa stamattina Luca Cangemi del coordinamento nazionale della Federazione della Sinistra, ha denunciato i gravi rischi cui le attività della base di Sigonella espongono il traffico aereo civile, in particolare quello che fa perno
Non è più un terra multiculturale, ponte naturale tra le sponde del Mediterraneo. Oggi la Sicilia è la piattaforma di una nuova controffensiva di guerra. Lo ha affermato in modo deciso il giornalista Antonio Mazzeo, da anni impegnato a scrivere sui temi
Mercoledì 30 settembre, a Catania, si è svolto, promosso dal movimento “no war” siciliano, un incontro-dibattito dal titolo: “Dal potenziamento di Sigonella alla costruzione del MUOS a Niscemi. I pericoli della militarizzazione e della guerra”. Riportiamo i passi più significativi di un