Il business avanza, il festival arretra, la frontiera si sposta, si avvicina sempre di più, incombe. Almeno quella tra il ristorante la Cialoma e lo schermo sul quale si proiettano i film. E’ stato preso d’assedio ancora una volta il piccolo borgo
176 opere di altrettanti artisti attivi dal 1930 ad oggi , tutti siciliani doc, tutti “Made in Sicily”. Che è poi il titolo della mostra organizzata dall’Associazione culturale “Spaziovitale in“, inaugurata il 16 luglio scorso alle Ciminiere di Catania. “Una metaforica vetrina
“Una terra riscopre la propria dignità quando comincia a pensarsi come espressione di una cultura originale e autonoma. Quando fa della propria identità un progetto di futuro aperto. Quando fa dei propri bisogni UN CAPOLAVORO”. Su questo presupposto è nato L’Arsenale, libera
Ciechi per vedere meglio. Ciechi per vedere altro. Per eliminare, non considerandole, le “scorie e i frammenti” dei quali è riempito l’intervallo tra la nostra nascita e la nostra morte. Quattro lavori per raccontare l’esistenza, come “gioco un tantino cieco dove appare
Peccato, se gli organizzatori avessero pubblicizzato adeguatamente l’evento, l’Orchestra di Piazza Vittorio si sarebbe esibita in una piazza Univeristà stracolma di catanesi “di tutti i colori”. Invece, solo un migliaio di persone ha avuto la possibilità/fortuna di partecipare ieri sera a un
Siamo nel ’55. Stavolta il regista palermitano Vittorio De Seta punta l’obiettivo sulle feste di Pasqua in Sicilia, su tre paesi in particolare San Fratello, Delia ed Aidone. A San Fratello si scatenano i Giudii, che impersonano il male, il diavolo. Impazzano
Strana città Catania. Uno splendido centro storico tardo barocco contornato da quartieri popolari, entrambi variamente degradati dal punto di vista urbanistico e sociale, che ogni tanto vengono illuminati da improvvise fiammate di recupero urbanistico e di rivalutazione culturale. Aveva aperto la strada
In attesa del Museo internazionale dell’Immagine, fotografi in azione per dare visibilità alla Protezione civile nei 3 giorni di Festa della patrona di Catania. Niente devoti, niente ceri e sacchi, niente candelore e fercolo. Stavolta l’obiettivo dei fotografi è stato puntato sul
Itis Galileo, lo spettacolo di Marco Paolini, che ne è anche autore assieme a Francesco Niccolini, portato in scena di recente al Teatro Ambasciatori di Catania, ha avuto questo innegabile pregio: dell’uomo Galileo, assurto a simbolo della vittoria della modernità sull’oscurantismo dei