Cate ha due bambini piccoli, uno ancora in braccio. Si rivolge al Centro Astalli perché non sa dove passare la notte. Neanche Carmelo, 69 anni, ha un letto in cui dormire. Ha bussato alla porta di Lhive, a cui si è rivolta poco prima anche la giovane Alina, ancora ventenne. A loro e a tutti gli altri che chiedono un ricovero, diverse persone al giorno di tutte le età e provenienze, le associazioni non possono che aprire le braccia.
Dormitori a Catania non ce ne sono. Parliamo di dormitori a bassa soglia, quelli di massima accessibilità, in grado di accogliere anche solo per una notte, in risposta ad una necessità, senza trafile burocratiche.
A media ed alta soglia, qualcosa abbiamo, anche se nulla di pubblico. Ad esempio, i trenta posti letto della Locanda del Samaritano o i 15 per sole donne delle suore di Madre Teresa di Calcutta.
A Nesima superiore, in via Eredia, a fine gennaio, ha chiuso l’unico dormitorio pubblico esistente, peraltro inaugurato con un certo clamore neanche due anni addietro. Trasformato in servizio di emergenza sociale Prins (Pronto Intervento Sociale), è stato chiuso anzitempo, privando la città di un presidio necessario pur con tutti i suoi limiti, tra cui la distanza dal centro e il limitato numero di posti (50).
La domanda intanto cresce, e il Comune, pur non dando risposte, è in grado di monitorarla. Ritiene che in città i senzatetto siano più di 90, con punte ancora più alte. A mettere alle strette l’Amministrazione sta provando un gruppo di associazioni che – pur con sensibilità e appartenenze diverse – ha aperto sul tema una interlocuzione.
Una lettera aperta a prefetta e sindaco il 17 gennaio, una sollecitazione – sulla spinta dell’emergenza freddo – rivolta anche al vescovo dopo solo un mese, pochi giorni fa un incontro con l’assessore ai Servizi Sociali, Bruno Brucchieri, nel saloncino della parrocchia Crocifisso della Buona Morte, a san Berillo. Un quartiere in cui i problemi sociali sono innumerevoli e molte le persone costrette a dormire in strada o trovare riparo in bassi fatiscenti, con molti migranti irregolari, gli ultimi tra gli ultimi. Ma sono molti anche i cittadini italiani e comunitari di ogni età che dormono in strada alla stazione, sotto i portici di corso Sicilia, dovunque possono.
Proprio da San Berillo è venuta la spinta a fare rete tra le associazioni che operano nel quartiere, che, insieme ad alcuni residenti, hanno dato vita all’Osservatorio Urbano e Laboratorio Politico, nome lungo e un po’ enfatico per indicare, in realtà, una presenza viva e inclusiva.
Sul tema dei senza tetto e dei senza fissa dimora, la rete dell’Osservatorio si sta ulteriormente aprendo ad altre realtà associative, come Restiamo Umani e Incontriamoci, a sua volta ampio contenitore di varie esperienze, che ha partecipato all’incontro con l’assessore presentando un proprio documento. Vi si possono leggere i risultati di una ricerca compiuta non solo sui servizi disponibili in città per i senza tetto, ma anche sui finanziamenti erogati per la risposta ai loro bisogni. Fondi consistenti: dai 7milioni di euro del Pon Metro del 2023 agli 11 milioni previsti, nel 2014, dal PNRR, Poc, Pon Metro Plus, Fondo per la povertà estrema.
Che fine hanno fatto questi soldi? Perché non c’è stata trasparenza sul loro utilizzo? Perchè la città si trova ancora senza i dormitori di cui necessita? chiede la Rete.
L’assessore prova a rispondere. Chiarisce che i fondi di cui l’assessorato oggi dispone vengono erogati per obiettivi specifici, con poche possibilità di deroga. Riconosce che non è stata sufficientemente “curata la comunicazione”. Ricorda che, sui dormitori, si è appena chiuso un bando di cui verranno a giorni aperte le buste.
Un bando triennale che potete trovare a questo link. Si tratta dell’appalto per il servizio di gestione “Un altro luogo”, con un centro diurno con sede a San Cristoforo ed uno notturno, la cui struttura deve essere messa a disposizione dall’aggiudicatario. Non se ne conosce, quindi, la collocazione, né vengono richiesti particolari requisiti. Preoccupa il fatto che, per il centro notturno, che deve poter accogliere anche eventuali animali “di affezione”, siano previsti solo 30 posti, dodici per le donne e 18 per gli uomini. Davvero pochi.
Quanto alla possibilità che il Comune destini a dormitorio qualche struttura di sua proprietà ubicata in centro città, Bruccheri la esclude, essendo disponibili solo vani di piccole dimensioni e tutti da ristrutturare. Eppure di strutture pubbliche disponibili ce ne sono tante, a partire dagli ospedali ormai dismessi, dotati anche di arredi che via via rischiano solo di essere vandalizzati o portati via, come ricorda Luciano Nigro di Lhive. Perchè non trovare il modo di renderle utilizzabili?
Il paradosso è che il Comune lamenta di non avere fondi propri disponibili, proprio in un momento in cui, paradossalmente, di soldi ce ne sono tanti. Forse – riconosce l’assessore – bisogna studiare meglio come spenderli.
Proprio perché queste risorse non vadano sprecate, Giusi Milazzo del Sunia, che di questo dialogo con l’Amministrazione è stata la promotrice, chiede a Brucchieri che vengano valutati gli esiti dei progetti già attivati, riconoscendo che alcuni di essi non funzionano, come Habito, i cui risultati sono pressocchè nulli.
Certamente il tema è complesso, difficile da affrontare anche per le associazioni. “La strada distrugge e toglie speranza” dice Elvira Brancè dei Cavalieri della Mercede. “vediamo le persone entrare in una spirale che le divora”.
“Non avere un letto per dormire, non potersi lavare, neanche per andare a cercare lavoro, toglie dignità” incalza Francesca Di Giorgio del Centro Astalli, che si occupa di migranti e mette in evidenza il problema dei percorsi necessari per far entrare gli irregolari nella legalità.
Serve un servizio a bassa soglia, ribadisce Nigro, che si occupa di salute: “Abbiamo in strada persone che soffrono di problemi psichiatrici, persone che escono dall’ospedale e non sanno dove andare a dormire, persone che insieme all’alloggio hanno perso anche il diritto di avere un medico di base”.
La perdita dei servizi disponibili sta creando un disastro – prosegue – “per i migranti, c’erano tre ambulatori ospedalieri e un reparto di medicina dedicati, ma sono stati tutti chiusi negli ultimi tre anni”. Quanto al dormitorio di via Eredia, “perchè lasciarlo inutilizzato dutante il cambio di funzione? perchè non adoperare quei posti letto di cui c’è necessità?”. Una domanda alla quale Bruccheri non ha risposta, anche se accoglie la sollecitazione a verificare se sia possibile un qualche intervento. Ci auguriamo che lo faccia. Prontamente.
Altro problema, la necessità di avere assistenti sociali formate alla realtà della strada, e con loro anche altre figure professionali che lavorino per l’assessorato. Non si può procedere in ordine sparso e senza obiettivi chiari. Dalle esperienze sul campo emerge il rischio che l’offerta di un pasto o di una coperta possa essere – paradossalmente – controproducente, un modo per rendere la situazione più sopportabile e contribuire ad incancrenirla.
“Bisogna individuare percorsi individuali di cambiamento che portino le persone fuori dalla strada” insiste Nigro. Un obiettivo complicato da perseguire, ma necessario.
Essenziale allora coordinarsi, lavorare insieme, anche con l’Amministrazione. E le associazioni, così come il sindacato Sunia che si occupa da sempre di disagio abitativo, chiedono a Bruccheri un tavolo permanente di confronto. C’è gia quello con il prefetto, risponde l’assessore , che riconosce – tuttavia – l’opportunità offerta dall’ascolto di esperienze dirette, come quelle emerse in quest’incontro.
Ci si lascia con molte domande ancora aperte, ma anche con l’intenzione di proseguire un dialogo. Il percorso è in salita, ma le associazioni non hanno intenzione di demordere.
Assessorato/Dipartimento: Dipartimento della famiglia e delle politiche sociali
Oggetto: AVVISO PUBBLICO PER IL FINANZIAMENTO DI INIZIATIVE E PROGETTI DI RILEVANZA REGIONALE PROMOSSI DA ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO, ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE E FONDAZIONI DEL TERZO SETTORE PER LA REALIZZAZIONE DI ATTIVITA’ DI INTERESSE GENERALE DI CUI ALL’ART. 5 DEL CODICE DEL TERZO SETTORE – ACCORDI DI PROGRAMMA 2022-2024. ANNUALITÀ 2023.
Assessorato/Dipartimento: Dipartimento della famiglia e delle politiche sociali
Oggetto: Approvazione Avviso FPG anno 2024 “Giovani Attivi: Combattere il Disagio e Promuovere la Sostenibilità”
Decreti del Dirigente generale del Dipartimeto della famiglia e delle politiche sociali 11 marzo 2025, n. 576, e 12 marzo 2025, n. 613, consultabili sul sito istituziinale della Regione Siciliana.
p.s.: ho provato più volte a inviare i relativi link ma “Lascia un commento” non li trasmette.