Pavimentazione dei marciapiedi sconnessa, asfalto della strada dissestato, massi e radici di alberi che ostacolano il cammino, detriti e rifiuti vari abbandonati dappertutto. E’ la descrizione di una strada di Catania, una delle tante, perché sono moltissime le strade in queste condizioni.
Qualche giorno fa una descrizione simile è apparsa, su La Sicilia, in riferimento alla via Louis Braille, la strada in cui ha sede l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti.
La presidente dell’Unione, Rita Puglisi, e Andrea Bruno, già responsabile del Polo Tattile Multimediale della Stamperia Regionale Braille, segnalavano l’evidente paradosso di una via cittadina particolarmente importante per non vedenti ed ipovedenti, perché ne ospita l’istituto di riferimento, oltre che essere intitolata all’inventore del sistema di scrittura ad essi dedicato, che non può essere percorsa con serenità da nessun cittadino e tanto meno da chi ha una disabilità visiva.
La segnalazione dello stato di abbandono in cui versa via Braille è certamente importante, ma è soprattutto la spia di un problema più generale.
Catania è abbandonata a se stessa, la manutenzione delle strade è inesistente e noi tutti abbiamo finito per adattarci, perdendo quasi la memoria e la speranza di una gestione diversa.
Ne conseguono rischi per l’incolumità di tutti i cittadini, in particolare di anziani e disabili, per i quali la città è piena di trappole e di barriere architettoniche, che negano a queste persone il diritto alla autonomia e alla libertà di movimento.
Gli amministratori, di fatto, non amministrano e sono i principali responsabili di questa situazione. Ma anche i cittadini hanno le loro responsabilità nel momento in cui parcheggiano l’auto davanti agli scivoli per l’accesso ai marciapiedi o non rispettano i posti auto riservati ai disabili, tanto per citare alcuni degli esempi possibili di scarso senso civico.
Non a caso l’accessibilità è considerto un diritto universale. Tutti, in realtà, siamo disabili in alcuni periodi della nostra vita, da bambini e da anziani, ma lo sono anche le mamme con passeggino o color che hanno una ridotta capacità motoria, anche temporanea.
E tutti abbiamo diritto, sempre, non solo di raggiungere le sedi istituzionali di assistenza agli invalidi, come in questo caso, ma tutte le sedi di uffici pubblici, le scuole e le biblioteche, gli ambulatori medici e i centri commerciali, i luoghi di svago e di convivialità.
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