Riusciranno le Sardine a riempire piazza Duomo anche a Catania?
L’appuntamento è per domani alle ore 18, presso la fontana dell’Amenano.
Non solo il rifiuto dell’odio e la scelta della gentilezza nel linguaggio, a sostegno di una concezione non muscolare della politica.
Ci sono altri valori che il movimento delle Sardine ha dimostrato di tenere in gran conto, innanzitutto la difesa della Costituzione, con quello che comporta in termini di diritti civili e politici.
E poi l’antifascismo, l’altruismo (“mettiamo passione nell’aiutare gli altri, quando e come possiamo”), la fiducia nella politica (“con la P maiuscola”), come leggiamo nel loro manifesto.
Uno stile e dei contenuti molto diversi da quelli di Salvini che, da Ministro dell’Interno, calpestò una mezza dozzina di articoli della Costituzione, fino a chiedere esplicitamente – aprendo la crisi – “pieni poteri”.
Qualcuno guarda con diffidenza al movimento delle Sardine, sospetta che ci sia qualcuno che lo pilota, ne denuncia l’assenza di proposte, la mancanza di linea politica.
Critiche che non vengono solo da destra ma anche da sinistra, da una sinistra frammentata e incapace di mobilitare i cittadini allo stesso modo,
Un’inversione che potrà essere garantita solo dalla politica, l’unica che può dare risposta alle esigenze espresse da piazze così eterogenee.
Ma non sarà facile.
Proprio l’ampiezza della risposta ottenuta dalle Sardine, la capacità di coinvolgere così tante persone, giovani e meno giovani, impegnate nell’associazionismo, nel volontariato o solo desiderose di reagire alla cultura dell’odio verso i più deboli, dimostra l’incapacità della attuale classe politica.
Chiusa nella difesa di interessi di bottega, lambita a vari livelli dalla corruzione, incapace di parlare alla gente, questa classe politica non ha saputo offrire, fino ad ora, nessun punto di riferimento, nessuna leadership, nessuna parola d’ordine che rispondesse all’esigenza di partecipazione, di ‘pulizia’, di difesa dei diritti che questo movimento ha rivelato essere largamente presente.
Sottovalutarne o, peggio, contestarne i primi passi è, quindi, sicuramente miope e stupidamente polemico.
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