Il corteo, dopo aver percorso via Etnea, si è concluso sotto la Prefettura, che ha ricevuto una delegazione dei manifestanti.
Particolarmente significativa la presenza di genitori di alunni diversamente abili, giustamente preoccupati per “i tagli” previsti rispetto al sostegno, che rischiano di rendere oltremodo difficili i processi di integrazione.
Poche decine, a differenza di quanto avvenuto a Palermo, gli studenti presenti.
Contestati i decreti relativi alla formazione dei nuovi docenti, all’istruzione professionale, sempre più orientata verso l’apprendistato, agli esami conclusivi dei cicli scolastici, dove prevalgono le prove standardizzate.
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Chiesto, inoltre, un “cambio di passo” rispetto alla mobilità del personale, per ricongiungere i nuclei familiari separati grazie agli effetti del ‘famoso’ algoritmo.
Alla scuola servirebbero investimenti per garantire la sicurezza e il rispetto delle sentenze europee che hanno condannato la persistenza di una diffusa fascia precariato.
Servirebbe anche un piano straordinario di assunzioni per il personale ATA, presente in numero assolutamente insufficiente rispetto ai compiti che è chiamato a svolgere.
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