Lo hanno ricordato nell’ultimo numero I Cordai, riprendendo un recente articolo pubblicato su un giornale on line dell’agrigentino.
Di Salvo aveva avuto il torto di difendere alcuni operai edili della ditta Iacona che non ricevevano lo stipendio da mesi. Un mafioso licatese lo affronta, lo coinvolge in una discussione, lo attira in una strada isolata anche se nelle vicinanze del centro abitato e lo uccide con un colpo di pistola in pieno petto. Aveva 32 anni, una moglie e due figli piccoli.
Solo il 21 marzo del 2012 per ricordare il coraggioso sindacalista, ha avuto luogo presso l’Auditorium della chiesa San Giuseppe Maria Tomasi un’iniziativa del Circolo Culturale Piazza Progresso, in collaborazione con altre associazioni di Licata, l’ANPI, la CGIL ed il Centro Pio La Torre.
Cate ha due bambini piccoli, uno ancora in braccio. Si rivolge al Centro Astalli perché…
La cattedra di arabo del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania, in collaborazione con…
La fragile tregua nella Striscia di Gaza aveva fatto sperare, se non nella pace, che…
Non solo un fiorire di piccole botteghe artigiane di falegnami, fabbri, maniscalchi, … ma anche…
La giunta Trantino ha definito i progetti del decreto Caivano per San Cristoforo. Vedremo come…
Dovranno pagare 340mila euro per aver presentato, al Tribunale delle imprese, un ricorso contro la…