Argo, Raffaele Cantone e il parcheggio Sanzio

C’era anche Argo all’incontro del presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione con gli allievi della Scuola Superiore di Catania, aperto alla cittadinanza.
A Raffaele Cantone noi di Argo, per bocca di Maria Grazia Sapienza, abbiamo posto una domanda relativa alla possibilità di ottenere dall’Anac una risposta all’esposto già presentato sul progetto di parcheggio interrato Raffaele Sanzio, che presenta caratteristiche di scarsa trasparenza sia nell’aggiudicazione dell’appalto sia nella presenza di un consistente finanziamento pubblico per un’opera da realizzarsi in project financing.
Ci erano apparse quasi un invito e insieme una conferma alla nostra azione alcune delle affermazioni contenute nel discorso rivolto da Cantone al numeroso uditorio presente nell’aula magna di Villa San Saverio, soprattutto quelle relative alla necessità del coinvolgimento dei cittadini nel portare alla luce gli atti poco trasparenti della pubblica amministrazione e il richiamo all’utile azione degli ‘stakanovisti’ della richiesta di accesso agli atti, che comporta determinazione e costanza.
Questo è infatti quello che noi facciamo da tempo. Ma con il nostro intervento abbiamo voluto anche entrare nel merito di questioni che ci appaiono di notevole gravità.

Basti pensare alla aggiudicazione del primo appalto del parcheggio, fatta dal Rup, Salvatore D’Urso, non in base ai punteggi attribuiti dalla Commissione a ciò deputata, ma sulla base di un non meglio precisato ‘pubblico interesse’ che in realtà favoriva un ‘amico’, Mariano Incarbone, poi condannato per mafia, nonostante gli fosse stato attribuito un punteggio inferiore rispetto agli altri concorrenti.
Oggi il destinatario dell’appalto, subentrato nella concessione, è un altro imprenditore, Filippo Lodetti, indagato per “turbata libertà di procedimento di scelta del contraente” nella vicenda relativa all’Expo 2015, in concorso con altri personaggi, più ‘visibili’, tratti in arresto.
Lodetti è solo indagato, ma il genere di accusa pone una pesante ipoteca sulla correttezza con cui cerca di ottenere gli appalti.
E quello del parcheggio Sanzio è certo un appalto appetibile, visto che prevede circa 15 milioni di soldi pubblici (che da soli sarebbero già sufficienti a costruire il parcheggio) oltre alla possibilità di beneficiare per 60 anni delle tariffe-auto, di vendere eventuali posti auto eccedenti e -soprattutto- di costruire all’interno della struttura un’area commerciale di cui la città non sente proprio il bisogno.
Ancora. C’è già sull’iter amministrativo di questo progetto la valutazione negativa di un giudice. E’ contenuta nelle motivazioni della sentenza di condanna di Raffaele Lombardo, al cui interno un intero capitolo è riservato alla vicenda Sanzio, il cui iter viene definito dal giudice estensore, Marina Rizza, un “percorso tutt’altro che ispirato ai criteri della trasparenza, dell’efficienza, della imparzialità e della economicità” che dovrebbero guidare le scelte della Pubblica Amministrazione (pag. 130).
Rizza ha anche individuato, nel primo aggiornamento della convenzione un escamotage per evitare il rischio di perdere il contributo pubblico. Nell’atto integrativo, infatti, l’area commerciale non viene nominata, sebbene la conferma della parte non modificata della convenzione implichi il suo mantenimento all’interno del progetto.

Ci sarebbe stato molto altro da dire sul progetto Sanzio: gli effetti negativi sul traffico cittadino di un’area commerciale in quella piazza, la falsa promessa di incrementare il verde, laddove la relazione stessa del progetto spiega che lo scavo farà mancare lo spessore necessario per l’impianto di alberi, e via discorrendo.
A Raffaele Cantone abbiamo sottoposto, però, soprattutto i lati oscuri dell’appalto, essendo proprio gli appalti -come da lui stesso dichiarato- uno dei nodi centrali della corruzione.
E a partire da questo egli ha risposto alla nostra domanda, evidenziando anche i limiti insiti nei poteri attribuiti dall’attuale normativa all’Autorità Anticorruzione.
Sì, il nostro esposto sarà esaminato, anche se non in tempi brevi, vista la mole delle denunce pervenute. Ma cosa accadrebbe se L’Autorità riscontrasse elementi di illecito nella nostra segnalazione?
“Noi possiamo solo segnalare l’irregolarità dell’appalto alla stazione appaltante” dice Cantone “che probabilmente si fermerà”. Ma, se non lo facesse, l’Autorità non ha nessun potere di imporglielo.
Può invece segnalare gli illeciti alla Procura della Repubblica e alla Procura della Corte dei Conti, che agiranno di conseguenza.
Ha di fatto così ribadito quanto detto nella sua relazione. Il compito affidato all’Anac è soprattutto quello di lavorare sulla prevenzione, di controllare ma anche accompagnare la pubblica amministrazione in un percorso di trasparenza che renda meno facile il ricorso alla corruzione.
Serve un’azione culturale -ha ribadito- che immetta ‘anticorpi di legalità‘ nel sistema paese. “Combattere la corruzione solo con la repressione ha un effetto darwiniano, come spiega bene Davigo: si eliminano i corrotti e i corruttori più stupidi e rimangono i più furbi”.

Argo

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  • Basta coi parcheggi a catania! Ci sono ben altre cose da fare per la citta!

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