Dopo tante traversie, soprattutto di natura economica, anche quest’anno l’Etna in Blues, il festival di musica afro-americana organizzato dall’associazione ‘In Blues’ presso l’anfiteatro del Parco Manenti di Mascalucia è riuscito, sia pure
in ritardo rispetto al consueto periodo di luglio, a partire e a regalare emozioni uniche.
Ridimensionato nel numero delle serate (2 invece che 3), nel numero di star straniere (1 invece che 3), nella qualità delle presentazioni (Marco Basso, presentatore delle precedenti edizioni, non ce ne vogliano le pur brave presentatrici di quest’anno, resta uno dei più competenti esperti italiani di blues) il festival, grazie all’impeccabile direzione artistica di Corrado Zappalà e ad un affiatato e capace gruppo di lavoro, riesce sempre e comunque a regalare momenti memorabili per gli appassionati e le appassionate di musica.
Il 30 agosto 3 buonissime band emergenti in apertura (The High Blues Essence di Catania, Red Label Wish di Catania e Kinisia di Trapani) hanno fatto da gustosa introduzione all’artista di punta dell’edizione 2014, il canadese Bocephus King, protagonista, con la sua band, di uno spettacolo originalissimo e appassionante.
Un genere a metà tra il folk ed il blues, con delle sonorità particolarissime (anche grazie all’uso della viola elettrica) ed una capacità comunicativa fuori dal comune, emersa anche in un delizioso fuori programma, quando ha invitato sul palco un puparo dell’Opera dei Pupi dei Fratelli Napoli (che un’ora prima avevano raccontato le origini e la storia della loro importante attività artigianale, culturale e artistica). E così il pupo ha preso vita muovendosi sul palco al ritmo della band e strappando i fragorosi applausi della platea.
Dopo aver dato tutto sul palco, compreso un corposo bis di 3 brani, Bocephus King ha salutato i presenti senza lesinare abbracci, sorrisi, fotografie e autografi con quell’umiltà e quella semplicità che dovrebbero caratterizzare tutti i grandi artisti e regalando un ultimo brano voce e chitarra allo staff del festival. Per i più bulimici e golosi di musica un’ulteriore opportunità: jam sessions improvvisate presso lo stand di strumenti musicali artigianali della Red Sound.
In conclusione non possiamo che augurarci che una realtà come l’”Etna in blues”
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