Lo stesso pozzo che alcuni anni fa i militari avevano inquinato in conseguenza dello sversamento di una grande quantità di gasolio, necessario al funzionamento della base NRTF n.8.
Durante la notte, i solerti militari hanno ripristinato lo status quo ante, ma hanno capito che la ‘partita’ intorno alla base non si è conclusa con l’installazione delle parabole, la cui attivazione, peraltro, non è stata ancora completata.
Sia perché la magistratura si deve ancora pronunciare sulla legittimità di ciò che è avvenuto, ma, soprattutto, perché il movimento non è disposto a gettare la spugna e prosegue nell’opera di denuncia e contestazione del “Muostro”, sottolineando tutte le contraddizioni legate al processo di militarizzazione.
In particolare, con quest’ultima azione diretta, si è voluto sottolineare come la base comporti, anche, uno spreco delle risorse, tanto più insopportabile in un territorio dove l’acqua corrente arriva ogni 15/20 giorni.
Il 26, all’interno del Presidio permanente, si sono svolti due importanti incontri che sono serviti, di mattina, a rafforzare il ‘lavoro di rete’ fra tutti coloro che operano in difesa dei beni comuni, di pomeriggio a programmare i prossimi impegni del Coordinamento.
Nel primo incontro ci si è posti l’obiettivo di legare insieme le tante vertenze in atto, non solo in Sicilia. Difesa dell’acqua pubblica, no alle trivellazioni selvagge, impegno per una mobilità sostenibile e contro le grandi opere, lotta contro il razzismo e lotta alla militarizzazione dei territori dovranno diventare, senza che nessuna di queste mobilitazioni perda la propria specificità, parti di un impegno e di un percorso comune.
Nel pomeriggio, si sono analizzate le difficoltà del movimento in seguito alla installazione delle antenne. Si tratta, certamente, di una sconfitta parziale, nonostante (diversamente da altre situazioni) sia indubbio il rifiuto generalizzato del Muos, ma non è stata ancora scritta la parola fine.
Attraverso un lavoro di informazione capillare, nella consapevolezza che il problema Muos non riguarda solo Niscemi e/o la Sicilia, il Coordinamento non solo non vuole che vengano ‘spenti i riflettori’, ma ritiene che il rilancio della mobilitazione possa ottenere la non attivazione delle parabole e il loro conseguente smantellamento.
Per questo nei primi dieci giorni del prossimo mese di agosto
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