Cuntala, giocando alla parità

L’immaginazione dei bambini è oggi ancora condizionata verso l’acquisizione di ruoli di genere stereotipati. Per combattere contro le gabbie culturali, Barbara Imbergamo, ricercatrice nel campo della sociologia, di origine catanese, ha inventato e realizzato le carte Cuntala, ‘raccontala’ in dialetto siciliano. Create da Barbara per giocare con i suoi figli, sono poi state stampate e distribuite grazie al crowfounding.

Cuntala è un gioco, anzitutto. Un mazzo di carte, ciascuna con  un personaggio, un oggetto, un’azione o un aggettivo da combinare per inventare storie realistiche o buffe e paradossali. Un modo per utilizzare la narrazione per pensarsi diversi, nuovi, e immaginare cosa si sarà da grandi.

Cuntala è anche uno strumento per imparare le lingue, e un mezzo per una pedagogia dell’intercultura: ciascuna carta riporta le parole in cinque lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco. E i personaggi sono indifferentemente dbianchi e neri.

Ma soprattutto Cuntala è un atto politico e uno strumento di educazione. I personaggi rappresentati fanno professioni inconsuete per il loro sesso: c’è la muratrice e c’è l’ostetrico, o vivono situazioni familiari infrequenti e che, sebbene normalissime nella quotidianità di chi le vive, sono ancora da normalizzare nella percezione della massa. La carta della famiglia, ad esempio, rappresenta una bimba con due papà.

La parola chiave di Cuntala è normalizzazione, nel duplice senso di reso normale, ossia ordinario, che non stupisce perché frequente, e di coerente con una norma, una regola: ossia che i ruoli professionali e sociali non sono rigidamente riservati a un sesso o ad un un altro, niente dottore e infermiera, avvocato e segretaria, ma sono e devono essere coerenti soprattutto con le inclinazioni di ognuno.

Può sorgere, però, una perplessità: la scelta di inserire tra le carte solo un ostetrico e non anche una ostetrica, solo un’astronauta e non un astronauta non potrebbe risultare limitante? Sebbene si voglia ‘obbligare’ chi gioca a pensarsi in maniera inconsueta, non si rischia di creare uno stereotipo all’incontrario?

A carnevale circolava per le vie di Catania una mascherina rara, Capitan America. Il Capitan America in questione era bionda, portava i capelli lunghi, e camminava tutta fiera al fianco del suo papà. Di principesse è pieno il carnevale, di Capitane America no. Sono piccoli passi.

A Catania è possibile trovare le carte Cuntala presso le librerie Cavallotto e anche presso l’associazione culturale Bafè e la Libreria Vicolo Stretto dove sono in programma anche dei laboratori.


Argo

Recent Posts

Dormitori a Catania, aperto un confronto con il Comune. Ma la strada è in salita e il nuovo bando inadeguato

Cate ha due bambini piccoli, uno ancora in braccio. Si rivolge al Centro Astalli perché…

14 ore ago

In anteprima a Catania il film ‘From Ground Zero’

La cattedra di arabo del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania, in collaborazione con…

1 giorno ago

Genocidio in Palestina, fermiamolo.

La fragile tregua nella Striscia di Gaza aveva fatto sperare, se non nella pace, che…

3 giorni ago

Da rudere a conservatorio musicale, un sogno irrealizzabile?

Non solo un fiorire di piccole botteghe artigiane di falegnami, fabbri, maniscalchi, … ma anche…

5 giorni ago

San Cristoforo, Trantino dà il benservito alla società civile

La giunta Trantino ha definito i progetti del decreto Caivano per San Cristoforo. Vedremo come…

7 giorni ago

340mila euro per aver chiesto di valutare la legittimità del Ponte sullo Stretto

Dovranno pagare 340mila euro per aver presentato, al Tribunale delle imprese, un ricorso contro la…

1 settimana ago