Una comunità maghrebina di circa 150 persone di religione islamica, provenienti da vari paesi del Nord Africa, ormai stanziate sull’isola da più di 10 anni, con una seconda generazione che già frequenta la scuola, ha ‘incontrato’ una preside di origine romana con anni di insegnamento all’estero, dalla Turchia all’Africa al Sud America, approdata in mezzo al mare delle Eolie portando con sé l’apertura alle culture diverse maturata nella sua esperienza di giramondo.
“La presenza, nella nostra scuola, di una percentuale di bambini non europei superiore alla media nazionale è una sfida, non un problema, soprattutto per chi -come noi operatori della scuola- ha proprio il ruolo di mettere in contatto, creare dialogo, togliere barriere”.
Ecco perché Fanti ha accettato la richiesta dei genitori degli alunni stranieri di avere a disposizione uno spazio da utilizzare, in prima battuta per imparare l’italiano ma anche per incontrarsi e per pregare.
Di recente si è aggiunta un’altra richiesta, quella delle donne, che desiderano accedere anche loro allo spazio della preghiera, si vedrà se in un ambiente diverso o organizzando in modo differente la stessa piccola ‘moschea’ utilizzata attualmente dagli uomini.
Hanno chiesto anche una scuola di arabo per i loro bambini che hanno appreso benissimo l’italiano ma conoscono l’arabo solo come lingua parlata, senza saperlo leggere e scrivere.
Questa esperienza di interazione tra culture diverse è raccontata nel video che vi proponiamo, realizzato dal Laboratorio ZaLab, che produce documentari -anche molto brevi come questo, le ‘schegge’- creati in modo partecipativo e “che raccontano vite ignorate e segnate dai conflitti di oggi, con il desiderio di farne storie di tutti”.
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