In questi giorni sono arrivati a Catania e provincia dei viaggiatori diversi dal solito, il furgoncino Lèggiu (in siciliano ‘lentamente’) e i ragazzi di Pianissimo, una libreria itinerante che fa tappa nei paesi e nelle periferie delle città, portando con sé i suoi libri. Una sorta di cultura a domicilio nella quale sono i libri a cercare i lettori.
Lèggiu ha fatto tappa ieri a Catania, in piazza San Cristoforo, per proseguire poi in zona Gammazita e infine al Centro Contemporaneo di piazza Manganelli.
In piazza san Cristoforo alle 16, proprio davanti all’ex manifattura dei tabacchi, c’erano solo i ragazzi di Pianissimo e quelli della Libreria Mangiacarte, che avevano preparato banchetti con i libri e una ‘merenda’ da sgranocchiare. Poi sono arrivati i bambini, accompagnati dai volontari del Gapa, dal parroco e dalle catechiste.
Ecco, Pianissimo è proprio così, dialoga molto con i bambini, a cui dedica soprattutto i racconti orali, e si appoggia alla associazioni e realtà presenti nel territorio, o almeno così è apparso a noi ieri pomeriggio nella piazza di un quartiere che non può dirsi periferico ma è certamente marginale.
Nulla di strano che i giovanissimi divengano i suoi principali destinatari, soprattutto quando la lettura ad alta voce è fatta da qualcuno che conosce gli strumenti della comunicazione come Monia Alfieri, attrice e drammaturga.
Le associazioni e le strutture presenti nei paesi e nei quartieri aiutano Pianissimo a muoversi in realtà ad esso estranee e a coinvolgere gli abitanti della zona. Ad ogni tappa si trova infatti davanti ad uno scenario diverso e deve far ricorso a quella che riteniamo debba essere una delle caratteristiche principali di questa iniziativa, la versatilità.
E adesso, a dicembre, il gruppo ha deciso di ricominciare il tour, sfidando il rischio mal tempo e cogliendo l’occasione del periodo pre-natalizio.
Non solo piazze e strade ormai, ma anche scuole e biblioteche comunali, con la collaborazione e, spesso, l’invito di dirigenti scolastici e assessori alla cultura, che invitano Pianissimo ad organizzare dei reading che possano risvegliare l’interesse per la lettura e quindi per la cultura.
Ma Pianissimo deve anche verificare la propria sostenibilità economica e i libri deve non solo leggerli ma anche venderli. Filippo e i suoi amici non chiedono soldi per le loro performance, solo un letto per dormire, anche un divano, ma l’esperienza potrà avere un seguito se ci sarà un minimo di ritorno economico.
Qualche casa editrice potrà sembrarvi sconosciuta, ma anche questa è una scelta, quella per i piccoli editori, che non possono avvalersi dei grandi canali di distribuzione e che, a loro volta, hanno dovuto escogitare nuovi mezzi per far fronte alla crisi, come l’organizzazione di fiere a tema, molto utilizzata dagli editori indipendenti, spesso relegati nel microcosmo dei libri che se non te li vai a cercare non sai neanche che esistono.
In questo contesto difficile in cui si inventano nuove strategie, come il crowfunding che sfrutta la capacità di internet di azzerare la distanza fisica e il book crossing che cerca di superare i confini della libreria fisica per fare del mondo una biblioteca, Pianissimo ha trovato una sua ‘via di mezzo’, porsi come obiettivo il raggiungimento del più alto numero di persone oltrepassando i limiti fisici della libreria fissa e diventando itinerante.
Quanto al web, non serve per arrivare ai destinatari, perchè la ciurma di Pianissimo usa un furgoncino, ma è riservato alla comunicazione delle tappe e alla redazione di un diario di bordo, a testimonianza del fatto che anche la lettura può diventare occasione di incontro e confronto.
Nonostante la sua apparente ‘povertà’, il progetto è molto ambizioso, potremmo definirlo una vera e propria sfida che può diventare un’occasione di crescita culturale per la nostra isola.
La strada da percorrere è lunga e il viaggio è appena cominciato. Del resto, chi va piano, va sano e… va lontano.
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