E subito sotto “Nonostante le lunghe trattative con le organizzazioni sindacali rappresentative degli interessi della categoria, la fiera di Sant’Agata non si potrà svolgere in quanto oggi pomeriggio, con un fax, la ditta aggiudicataria dei servizi ha comunicato di avere sospeso il servizio di montaggio delle strutture per l’intervento non meglio precisato di persone che non vogliono che la fiera si svolga a Corso Martiri della Libertà”.
Per la fiera, infatti, il Comune aveva respinto la richiesta di utilizzare la Villa Bellini; successivamente era stato individuato il cosiddetto ‘Passiatore’ di via Sei Aprile, per cui era stato già emanato il bando di assegnazione dei posti e per l’affidamento della sua organizzazione.
Per quest’ultima parte era già pervenuta un’offerta da parte di una ditta, la ‘Strutturalia’, ma in data 21 gennaio 2013 lo stesso bando era stato revocato per sopraggiunti “motivi di viabilità e pubblica incolumità”.
Il Comune aveva allora ottenuto in uso gratuito un esteso parcheggio del Corso Martiri, già prontamente sgombrato.
“Tale sito, tuttavia -leggiamo ancora sul comunicato- non ha incontrato il gradimento di taluni sindacati i quali, malgrado la ferma opposizione del sindaco Stancanelli, hanno insistito per effettuare la fiera all’interno della villa Bellini. Luogo su cui il primo cittadino ha ribadito ferma volontà di diniego, tanto che le stesse sigle sindacali hanno indetto lo stato di agitazione per protestare contro questa decisione.”
Nella tarda mattinata di ieri, pare che uno dei responsabili della ditta incaricata dell’organizzazione “sia stato avvicinato da persone non meglio identificate che lo hanno invitato a non proseguire nei lavori anzidetti perché la fiera di Sant’Agata ‘non s’ha da fare’. ”
“Un’intimidazione vera e propria -ha aggiunto Stancanelli- di cui mi accingo a informare gli inquirenti con un esposto circostanziato”.
Stancanelli aveva appena fatto una conferenza stampa in cui aveva annunziato che la ‘macchina organizzativa’ era pronta e che il Comune, in ossequio al decreto Monti che vieta alle amministrazioni di finanziare le feste patronali, ha ridotto del 50% la somma stanziata per la festa, destinandole solo 300.000 euro, tratte dai proventi della tassa di soggiorno. (Ma non c’era il divieto?).
Questi attualmente i fatti. Vedremo gli sviluppi.
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