Femminicidio. Se ne fa un gran parlare,
Con l’Udi l’hanno sottoscritto la Casa Internazionale delle Donne; GiULiA, Giornaliste Unite, Libere, Autonome; l’Associazione Nazionale Volontarie del Telefono Rosa onlus; D.i.Re Donne in Rete Contro la violenza; Piattaforma CEDAW “30 anni lavori in corsa CEDAW”; Fondazione Pangea onlus; Giuristi Democratici; Be Free; Differenza Donna; Le Nove; Arcs- Arci; ActionAid; Fratelli dell’Uomo; D.i.Re, Casa Internazionale delle donne.
Il progetto di un patto siglato tra associazioni e gruppi di donne, diversi per percorsi e posizioni, non è di oggi; è nato nell’Udi di Catania nel 2011 ed è stato poi accolto e rilanciato in sede nazionale.
“Il 25 novembre 2012, Giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne, non deve essere in Italia una ricorrenza rituale. – così il testo della convenzione- Alle parole devono corrispondere con forza politiche adeguate per fermare la violenza di genere che è una violazione dei diritti umani.”
La Convenzione che sarà presentata alle Istituzioni dal prossimo 25 novembre ribadisce intanto che: ” La violenza maschile sulle donne non è una questione privata ma politica ed è un fenomeno di pericolosità sociale per donne e uomini, bambine e bambini”. E che ” Tale violenza non è un fenomeno occasionale ma un’espressione del potere diseguale tra donne e uomini, di cui il femminicidio è l’estrema conseguenza.”
Questo stato di cose cambierà quando la cultura e la mentalità della gente cambierà, quando uomini e donne saranno rappresentati in modo appropriato, quando il linguaggio della società e dei media non sarà più sessista, quando le istituzioni non staranno più a guardare.
Dal 25 novembre quindi ci saranno incontri e manifestazioni tra associazioni di donne e gruppi della società civile. Saranno chiamate in causa perché facciano la loro parte tutte le istituzioni, il governo, il consiglio dei ministri, il Parlamento, Consigli e giunte regionali, Comuni, e inoltre l’Ordine e il sindacato dei giornalisti e la federazione degli editori.
Fondamentali sono la formazione in un ottica di genere dei soggetti che lavorano con le vittime di violenza e con i minori; la rilevazione del fenomeno e le banche dati; l’intervento della magistratura a tutela delle vittime; un’informazione responsabile dai parte dei media.
”Alla luce delle varie richieste riteniamo fondamentale – conclude la convenzione – verificare l’efficacia e l’attuazione del Piano Nazionale contro la Violenza che termina nel 2013 , e chiediamo una immediata ed efficace revisione con il contributo dei soggetti promotori della presente Convenzione “.
Leggi il testo integrale del Comunicato della Convenzione
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