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Calaciura, ovvero alle volte ritornano

Alle volte ritornano. No, stavolta non si tratta di morti viventi ma di manager vivi e vegeti, appena rimossi e subito promossi. E’ il caso di Giuseppe Calaciura, medico anestesista, commissario straordinario del Parco dell’Etna fresco di nomina.
Niente niente che a fargli guadagnare i vertici del Parco sia stata la precedente gestione dell’ASP di Catania, l’Azienda sanitaria provinciale?
Eppure aveva rischiato il licenziamento in tronco  per aver sforato il budget fissato dalla Regione siciliana, non rispettando il piano di rientro economico dell’Ente al momento del suo insediamento, con uno squilibrio di 18,4 milioni di euro rispetto al concordato (vedi Livesicilia.it).

Per tale gestione fallimentare Calaciura era stato quindi “dimissionato”, invece che rimosso per decreto (per scongiurare l’impossibilità di ricoprire incarichi pubblici per i due anni successivi, come impone la legge),  e sostituito in corsa da un Commissario straordinario. Ma il manager non si ritiene colpevole: “Se lo spreco fosse da attribuire all’aumento delle risorse del personale, alla farmaceutica, etc. allora si, io mi sentirei colpevole. Ma io non ho sprecato e non sono stato inefficiente”.
Giuseppe Calaciura è stato anche indagato per lo scandalo per l’informatizzazione del PTA di Giarre affidato senza gara a Melchiorre Fidelbo, marito della senatrice Anna Finocchiaro ( “Sul Pta ero in buona fede ma se tornassi indietro non farei alcune cose” , disse poi).
Dopo solo un anno di quarantena eccolo di nuovo tornare a galla con la nuova nomina a Commissario straordinario del Parco dell’Etna.
Un premio per la passata gestione o il riconoscimento di particolari competenze? Come quella di essere nato e di abitare a Biancavilla, paese alle pendici dell’Etna. Oppure per essere tra i fedelissimi di Raffaele Lombardo e ai vertici dell’ MPA nello stesso paese (vedi blog litizzu.dontexist)?
Intanto non gli si può rimproverare di non avere dei traguardi ambiziosi, degli obiettivi altissimi.
“Il mio campo è stato quello sanitario, da quando mi sono laureato mi sono occupato sempre di medicina (ndr vedi  il suo curriculum vitae), è una novità per la mia storia di vita e professionale, spero che il Signore mi illumini e mi assista” (vedi intervista su Livesicilia).
Ha già dichiarato alla stampa che il Parco con la sua guida diventerà patrimonio dell’Unesco. “Con questo incarico – dice – passo dalla salvaguardia della Salute a quella della Bellezza“.
 

Argo

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