Nella lettera si chiede ai consiglieri, che si riuniranno il 3 settembre, di non farsi ingannare dalle false sirene di uno sviluppo non compatibile con il rispetto e la valorizzazione della natura. E’ un problema che non riguarda solo Noto e le spiagge del suo circondario, ma che esiste in tutta la Sicilia, e non solo. E’ un problema di cultura e di mentalità. Guardare solo agli interessi immediati (e forse anche solo personali, sulla base della domanda: “a me cosa me ne viene?”) può essere alla lunga perdente e autolesionista. Se ne sono accorti anche i gestori delle strutture recettive, tanto che tra i firmatari troviamo anche l’Associazione Albergatori di Noto.
Legambiente ha inoltrato un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica ritenendo “discutibile” il parere emesso dall’Ispettorato delle Foreste.
Ecco il testo integrale della lettera:
LETTERA APERTA AI SIG.RI CONSIGLIERI, ALLA GIUNTA COMUNALE, AL SIG.SINDACO
e p.c. ASSESSORATO REGIONALE TERRITORIO E AMBIENTE
Noto 18/agosto/2012
A breve sarete chiamati a votare su una questione di capitale importanza per il futuro della città e del suo territorio: la perimetrazione di un piano di lottizzazione che prevede la costruzione di 120 villette nella zona Eloro-Pizzuta.
L’approvazione di tale progetto rappresenterebbe un grave cambio di rotta nelle linee di sviluppo sostenibile che la città ormai da tempo ha intrapreso.
Molte maestranze spingono per l’approvazione di tale piano sperando in una occasione di lavoro. Noi comprendiamo e rispettiamo tali esigenze, ma la politica non può rispondere a queste esigenze con l’ennesima distruttiva colata di cemento, piuttosto deve rispondere proponendo, per quanto riguarda il settore edile, la riqualificazione dell’esistente.
La costruzione di 120 villette certamente darebbe lavoro per qualche anno, ma danneggerebbe in modo irreversibile le attività più durature già avviate come alberghi, agriturismi, B&B, case vacanza, ristoranti, bar e tutto l’indotto che vive grazie al turismo.
La bellezza del mare, delle spiagge, della riserva di Vendicari e del territorio rappresenta il richiamo principale dell’afflusso turistico.
Inoltre questa ennesima cementificazione in una zona completamente priva degli standard urbanistici che dovrebbero essere garantiti per legge, aggraverebbe i problemi di viabilità, di approvvigionamento idrico, di smaltimento fognario, di affollamento eccessivo delle spiagge antistanti il cui arenile, tra l’altro, annualmente si assottiglia sempre più.
In conclusione tutta la zona marina diventerebbe di difficile fruizione sia per i netini che per i turisti che sarebbero demotivati dal venire a Noto.
AI CONSIGLIERI, ALLA GIUNTA COMUNALE E AL SINDACO vogliamo puntualizzare inoltre quanto segue:
AL SINDACO E ALLA SUA MAGGIORANZA chiediamo con forza di abbandonare definitivamente l’idea di uno sviluppo miope basato sul cemento, distruttivo della bellezza e delle risorse del territorio, e di tornare al PROGETTO NOTO, che prevedeva il recupero e la riqualificazione del costruito esistente, la conservazione e la valorizzazione del paesaggio, maggiori servizi per i cittadini e per i turisti, in sintesi, una politica per uno sviluppo sostenibile.
Associazione Albergatori di Noto
Comitato Eloro viva
PaesaggioèFuturo
Legambiente
Case sparse dell’agro netino
Sciami
Ente Fauna Siciliana
Comitato per i diritti del cittadino
Cate ha due bambini piccoli, uno ancora in braccio. Si rivolge al Centro Astalli perché…
La cattedra di arabo del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania, in collaborazione con…
La fragile tregua nella Striscia di Gaza aveva fatto sperare, se non nella pace, che…
Non solo un fiorire di piccole botteghe artigiane di falegnami, fabbri, maniscalchi, … ma anche…
La giunta Trantino ha definito i progetti del decreto Caivano per San Cristoforo. Vedremo come…
Dovranno pagare 340mila euro per aver presentato, al Tribunale delle imprese, un ricorso contro la…
View Comments
cosa aspettiamo per fare una denuncia e chiedere il sequestro penale dell'area interessata?Sono dispenibile.
i terreni cementificati sul mare debbono formare oggetto di una richiesta di sequestro penale.In tema di danni per reati ambientali anche i cittadini possono esercitare un'azione popolare per sostituirsi all'inerzia del Comune.
dove sono gli avvocati di Noto e di Ragusa? Bisogna bussare alle porte di una giustizia sorda e pigra. Sul tema bisogna invocare, ove possibile, le norme sulla confisca.La mafiosità delle iniziative di tal genere è scontata.
Ma perchè nessuno mi contatta, avrei un po' di cose da raccontare in merito a questa vicenda ed ai pareri espressi dalle Amministrazioni - Sono a disposizione.