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Gay pride a Catania, otto giorni di festa

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Il corteo siciliano del Gay pride, che si è snodato, pochi giorni fa, come da tradizione, lungo via Etnea a Catania, quest’anno, forse, non è stato imponente come in altre edizioni. Mai come quest’anno, però, le manifestazioni dell’orgoglio omosessuale si sono moltiplicate e succedute in vari siti cittadini per più di una settimana, dal 22 al 30 giugno. Reading alla Feltrinelli e, nel Salotto Gaio di villa Pacini, ospiti e dibattiti, proiezioni, presentazione di testi.
Fino al corteo del 30 giugno, da piazza Borgo fino a piazza Teatro Massimo, colorato e allegro, con tanti striscioni e cartelli. Paolo Patanè, presidente nazionale dell’Arcigay e catanese doc, ha ricordato come il Pride a Catania sia una tradizione che risale al 1994.
Nonostante la scelta di sfilare tutti insieme, il movimento ha registrato tuttavia qualche divisione. I gruppi che non condividevano la piattaforma di Arcigay hanno scelto di organizzare una manifestazione autonoma, che si è svolta nel cortile della Camera del Lavoro, il “Queer Veggie Pride”.
Si è trattato del primo evento in tutta Europa che ha visto insieme il
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LGBTQ Pride (Lesbian Gay Bisexual Transgender) e il Veg Pride, nel tentativo di costruire una società che rifiuti ogni discriminazione e valorizzi ogni differenza.
L’iniziativa, promossa da IbrideVoci – lgbtq e Catania antispecista – vegani e vegetariani, è stato un momento di festa e di condivisione, contro ogni discriminazione di orientamento sessuale, di specie, di genere, di razza, di diversabilità. E ha incassato gli auguri di Margherita Hack: “Faccio i migliori auguri a voi che lottate contro ogni tipo di discriminazione, siamo tutti fatti della stessa materia costruita dalle stelle, uomini e animali e perciò dobbiamo rispettare tutti gli esseri viventi, lasciarli vivere secondo la loro natura. E fra noi, scimmie senza peli, si abbia rispetto per chi è diverso da noi per il colore della pelle, per le inclinazioni sessuali, per la lingua, per tradizioni tramandate da secoli, per chi crede in dio e per chi non ci crede. Tutti dobbiamo avere uguali diritti e doveri, senza discriminazioni”. Anche lì musica, yoga, shop e osteria vegan.

Argo

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