Puntualmente, all’inizio di ogni anno scolastico, almeno nel primo periodo, tutti ne parlano. Poi, si procede come se il problema non esistesse più.
Riguarda, cioè, le condizioni di sovraffollamento delle classi, dove in spregio alla normativa esistente, viene spesso ‘collocato’ un numero poco gestibile, da tutti i punti di vista, di alunni. Di fronte al perdurare di tale situazione, la Federconsumatori di Catania ed il “Coordinamento in difesa della Scuola Pubblica statale – Catania”, anche in seguito a numerose richieste di intervento provenienti dal mondo della scuola, dagli alunni e dai genitori, hanno iniziato una campagna per accertare e valutare l’applicazione della normativa di sicurezza nelle scuole pubbliche statali di ogni ordine e grado di Catania.
Preliminarmente, le due Associazioni hanno chiesto all’Ufficio Scolastico Provinciale di Catania di conoscere se i vincoli di sicurezza e affollamento siano stati rispettati nella formazione delle classi per l’anno scolastico 2011-2012. Qualora ciò non fosse avvenuto, è stato chiesto di conoscere le eventuali richieste di deroga redatte dai Dirigenti Scolastici, comprensive della valutazione sul rischio conseguente alla mancata osservanza delle disposizioni di legge cui si è derogato e delle conseguenti misure tecniche idonee a compensare tale rischio.La richiesta risale al mese di ottobre, sinora l’Ufficio Scolastico Provinciale non ha dato alcun riscontro.
Per fare il punto della situazione, ieri, Sabato 10 dicembre, le due Associazioni hanno tenuto una conferenza stampa. Il legale della Federconsumatori, Claudio Longhitano, ha richiamato la normativa vigente che vieta la formazione di classi sovraffollate (ogni alunno deve godere di uno spazio minimo di 1,80 metri quadri nella scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado; di 1,96 metri quadri nella scuola secondaria di II grado. L’altezza minima delle aule deve essere di 3 metri) e reiterato la richiesta di informazioni all’Ufficio Scolastico Provinciale.
La professoressa Clelia Papale, vicepresidente della Federconsumatori, ha sottolineato come il sovraffollamento scolastico non rappresenta un problema esclusivamente di sicurezza (anche se va ribadito che è doveroso che tutte le strutture pubbliche siano a norma di legge), ma riguarda, più in generale, la qualità del lavoro scolastico.
Temi, questi, affrontati anche dalla professoressa Katia Perna del “Coordinamento in difesa della Scuola Pubblica statale – Catania, che ha sottolineato, rispetto al lavoro educativo e didattico, l’importanza che ogni scuola abbia strutture adeguate (aule, laboratori, palestre, strumenti didattici) dove non si deve “inventare” ogni giorno come lavorare.
Perché se si vuole raggiungere il successo scolastico, se nessun alunno deve rimanere indietro, nelle classi sovraffollate tutto
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