Questa la clamorosa decisione presa da circa cinquanta giovani coppie di Niscemi, se verrà confermata la realizzazione del MUOS (Mobile User Object) in contrada Ulmo, a pochi chilometri dal centro abitato.
Una scelta estrema determinata dalla paura dei gravi danni alla salute degli abitanti del comprensorio provocati dall’inquinamento da onde elettromagnetiche che verrebbero prodotte dal sistema-radar di rilevazione satellitare ad alta frequenza, voluto dalle forze armate degli Stati Uniti. Sistema che, peraltro, si affiancherebbe alle 41 antenne già installate nella zona ( a supporto dei voli della base aerea di Sigonella).
Una protesta, questa delle giovani coppie, che ha caratterizzato la mobilitazione popolare di sabato 29 ottobre.
Le donne, con il velo, e gli uomini, con il papillon, si sono, quindi, mischiati agli altri manifestanti per ribadire il no a una struttura obiettivamente pericolosa tanto che simili installazioni, negli USA, sono collocate a distanza di sicurezza (oltre 100 chilometri) dai centri abitati.
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Non stupisce, perciò, che inizialmente la struttura si sarebbe dovuta realizzare all’interno della base di Sigonella, ma, successivamente, tale destinazione sia stata modificata, evidentemente per tutelare la salute dei militari statunitensi.
Al corteo, all’interno del quale erano presenti molti gruppi e singole personalità arrivati da ogni parte della Sicilia, ha partecipato anche il sindaco di Niscemi, Giovanni Di Martino, che ha dichiarato, visto che spetta agli enti locali tutelare la salute dei cittadini, di essere contrario al MUOS sino a quando un’autorità scientifica non garantirà che non esiste alcun pericolo di inquinamento.
Scarica la “lettera ai vescovi”. Guarda il filmato della manifestazione.
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