La stessa palestra occupata dal marzo 2011 dal Centro Popolare Experia e ‘riempita’ sino ad oggi di attività sociali, culturali, ludiche e sportive. L’eventuale perdita del finanziamento ha, però, poco o nulla a che vedere con l’occupazione.
Più semplicemente, ai primi di agosto scadranno i termini di presentazione dei progetti per accedere ai fondi e il suddetto impianto non è stato inserito dall’amministrazione Stancanelli all’interno del piano triennale. A tutto ciò, dato l’evidente ritardo, si tenta, ora, di porre rimedio chiedendo alla Regione una proroga di 45 giorni per presentare il progetto.
Anche alla luce di questi fatti, ci si chiede, una volta dichiarata inagibile la struttura, cosa abbia fatto sino ad oggi il Comune per garantirne la riapertura e la conseguente restituzione alla Città. D’altra parte, ad un primo esame, certamente superficiale, le condizioni dell’immobile non appaiono così drammaticamente compromesse. Nasce il sospetto che dietro tutta la vicenda ci siano quantomeno superficialità e scarsa attenzione per un bene pubblico. Un disinteresse che solo in seguito all’occupazione del Centro Popolare Experia è venuto fuori.
In questo quadro, appaiono poco credibili, le affermazioni del Presidente della VII Commissione consiliare del Comune di Catania (cultura, sport e turismo), secondo il quale, anche in assenza di fondi regionali, il Comune sarebbe in grado di bandire una gara di appalto per la gestione dell’impianto, che prima della chiusura era stato affidato ad un consorzio e alla Fig.
Poco credibile soprattutto perché, in questa ipotesi, dovrebbero essere coloro che si aggiudicheranno la gestione a farsi carico dei lavori di ristrutturazione e, probabilmente, della stessa ‘liberazione’ della struttura dagli occupanti. Occupanti che, coerentemente con quanto detto e fatto in questi ultimi anni, non solo hanno finora garantito l’uso della struttura ai vecchi gestori sportivi, ma si sono dichiarati disponibili ad andarsene a patto che l’impianto venga effettivamente restituito alla Città.
Tocca perciò al Comune esprimersi senza ambiguità sulle prospettive delle Verginelle, assumendosi in pieno la responsabilità di quanto istituzionalmente di sua competenza. In particolare, sarebbe bene che tutti potessero conoscere la relazione tecnica con la quale l’impianto è stato dichiarato inagibile, una lettura fondamentale per comprendere la coerenza su ciò che sino ad ora è avvenuto, ma, soprattutto, per poter realisticamente discutere sul futuro.
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