Abbiamo avuto la tentazione di pubblicare oggi uno spazio bianco, per esprimere la nostra solidarietà ai ragazzi di Step1, la cui voce rischia di essere messa a tacere. Ma forse questo non è il tempo dei silenzi. Troppo spesso i silenzi, in questa vicenda, hanno “parlato” di ostilità, di sordità, soprattutto da parte del Rettore dell’Università di Catania. Lo denunciano proprio i redattori della testata in una lettera aperta al Magnifico Rettore, pubblicata ieri sul loro giornale con il titolo I suoi silenzi, le nostre parole. In essa ricordano, tra l’altro, che l’unico momento in cui Recca ha trovato parole di riconoscimento per Step1 è stato quello precedente alla sua rielezione. Parole strumentali dunque. Allo stesso modo dei silenzi.
Nella lettera si fa anche una ricostruzione della storia di Step1, nata per iniziativa del giornalista Enrico Escher, proprio ieri ricordato, nel secondo anniversario della morte, con la consegna del premio per tesi di laurea intitolato alla sua memoria. E’ stata un’occasione, per i ragazzi di Step1, per ribadire la loro fedeltà agli insegnamenti del maestro, con un discorso pronunciato da una redattrice storica del giornale, Carmen Valisano, “Sette anni e mai un inchino”.
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