“Spesso, in questi anni, – sono ancora le sue parole – mi sono chiesto come sia cresciuta la dignità della Sicilia e dei siciliani che pensavo potesse essere incarnata da questi alberi. A volte penso che è venuta su rachitica, malata. E mi verrebbe di cedere allo sconforto. Altre volte sono sconsideratamente fiducioso. Soprattutto quando mi soffermo sul sorriso sornione di quei due, che, nella foto sul muro davanti alla mia scrivania, continuano a sussurrarsi qualcosa all’orecchio. Non so cosa si dicano, ma il guardarli mi rincuora sempre”.
Giovani, motivati, entusiati. Sono gli studenti universitari che hanno dato vita ad un mensile non…
Cate ha due bambini piccoli, uno ancora in braccio. Si rivolge al Centro Astalli perché…
La cattedra di arabo del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania, in collaborazione con…
La fragile tregua nella Striscia di Gaza aveva fatto sperare, se non nella pace, che…
Non solo un fiorire di piccole botteghe artigiane di falegnami, fabbri, maniscalchi, … ma anche…
La giunta Trantino ha definito i progetti del decreto Caivano per San Cristoforo. Vedremo come…