COMUNICATO STAMPA
Dopo lunghi mesi di confusione il governo ha “prodotto” le norme per le graduatorie dei lavoratori precari della scuola.
L’incertezza non è certo finita così, considerando che vi è una difficoltà di coordinamento tra gli stessi provvedimenti del governo.
Quello che emerge con chiarezza è il tentativo della maggioranza di eludere le numerose sconfitte subite in sede di giudizio (fino alla corte costituzionale) e di confermare una politica discriminatoria e disastrosa per la scuola pubblica.
Sono, così introdotte norme che impediscono per cinque anni dopo il ruolo ogni forma di trasferimento territoriale e altre che cercano di impedire che si attuino le norme europee sul passaggio dal precariato al contratto a tempo indeterminato.
Nel frattempo sono ventilate immissioni in ruolo di cui non si ha certezza e comunque in numero risibile rispetto alle necessità.
Sono invece sempre più nette le dimensioni di una nuova catastrofe rispetto agli organici per il prossimo anno scolastico:
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