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Resistere, resistere, resistere, alla Gelmini

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Avevano preannunciato un’imponente manifestazione in difesa del diritto allo studio ed è andata decisamente al di là delle migliori previsioni. Migliaia e migliaia di studenti (sicuramente la parte largamente predominante del corteo) e docenti della scuola e dell’università hanno riempito, il 30 novembre, le strade di Catania per l’ennesima dimostrazione di protesta contro i provvedimenti del duo Gelmini-Tremonti. Il tutto mentre, a Roma, entrava nella fase finale l’iter legislativo relativo alla controriforma dell’università.
Preceduta da tantissime mobilitazioni, occupazioni di facoltà, autogestioni nelle scuole, la protesta, che ha visto un folto gruppo di universitari esporre striscioni anche sulle pendici dell’Etna (raggiungendo, quindi, vette più alte rispetto ai loro compagni che sono saliti, ad esempio, sulla Mole Antonelliana), ha dimostrato quanto siano indigeste le ricette del governo Berlusconi e quanto preoccupazione ci sia rispetto al futuro della pubblica istruzione.
Il corteo, partito come da tradizione da piazza Roma, si è dapprima fermato all’incrocio tra il viale XX settembre e viale Libertà, determinando un lungo blocco della circolazione, per poi giungere alla Stazione, riempita in breve tempo da un fiume di giovani che ne ha occupato la gran parte dei binari. Successivamente, i manifestanti si sono incamminati alla volta di piazza Duomo. Un gruppo è salito sul tetto del museo diocesano esponendo uno striscione con su scritto: la Comune di Catania; un altro, salito a palazzo degli elefanti, utilizzando lettere di cartone, ha composto la scritta: salviamo l’università.
Tra gli slogan più ‘gettonati’: la scuola pubblica non si tocca, la difenderemo con la lotta, contro la scuola dei padroni 10, 100, mille occupazioni, se non cambierà lotta dura sarà. E se si è sentito qualche coro che ricordava l’atmosfera degli stadi di calcio (chi non salta…), durante il presidio alla stazione tantissimi ragazzi hanno intonato, dimostrando di conoscerne tutte le strofe, la sempreverde “Bella ciao”.
Lasciata piazza Duomo molti manifestanti si sono trasferiti, occupandola, presso la facoltà di Scienze Politiche, mentre gli studenti dello Spedalieri, tornati presso il loro istituto, sono rimasti a scuola e hanno deciso di pernottarvi.
In serata, l’approvazione, alla Camera dei deputati, del DdL Gelmini sull’università. Per quello che si è visto a Catania, e per le immagini che sono giunte da ogni parte del Paese, ci sono, nonostante la disdicevole allergia alle critiche e al cambiamento dell’attuale governo, tanti motivi per essere ottimisti.
Leggi il Comunicato del Movimento Studentesco Catanese

Argo

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