Il 13 aprile 2010, alle ore 15,00, 250 studenti e docenti catanesi, nella sala cinema della nave che collega Palermo con Genova, discutono insieme sul Risorgimento italiano. E lo fanno superando notevoli problemi tecnici: non si può utilizzare il proiettore della nave per illustrare i power point preparati, non funziona l’impianto di amplificazione. In altri casi si sarebbe rinunciato, ma un viaggio di istruzione particolare come “Marsala – Quarto”, preparato nel corso dell’anno sia attraverso incontri pubblici, sia nel lavoro quotidiano in classe, dispone, evidentemente, di risorse tali da superare queste difficoltà. Quando i ragazzi sono adeguatamente motivati, l’ascolto reciproco, l’interesse per le altrui elaborazioni non viene meno.
Viene così smentita quell’idea diffusa, e in gran parte vera, di chi ritiene i viaggi di istruzione utili soltanto a far scatenare i ragazzi, demolire gli alberghi, costringere gli insegnanti a svolgere esclusivamente il ruolo di controllori. In sostanza, se dietro il viaggio c’è un progetto, pur nella consapevolezza dei limiti comunque presenti, è possibile fare vivere un’idea di scuola che, all’opposto di quanto previsto dalla gelminiana politica dei tagli, è capace di offrire nuove opportunità di crescita. Di legare sapere e saper fare, di provare concretamente a “spendere” quanto studiato.
Lontano dalla retorica delle vuote celebrazioni, questo viaggio al contrario ha voluto ripercorrere il cammino che portò all’unità nazionale italiana. Partendo dal presente e dai suoi problemi, si è ragionato su meriti e limiti di quel processo. Marsala, una sorta di museo garibaldino a cielo aperto, ha accolto con simpatia l’arrivo del gruppo, facilmente individuabile per le magliette con su stampata la faccia dell’eroe dei due mondi.
Giorno 14 aprile il gruppo è stato accolto, a palazzo Carignano, dalle autorità torinesi e dai ragazzi del Liceo Cavour. Un incontro non formale e tanto meno acriticamente celebrativo, nella prima capitale italiana. Si è ragionato sul rapporto nord-sud, sulla composizione “meticcia” della stessa città di Torino, meta di una costante emigrazione meridionale. Sui pericoli dell’oggi, figli di esasperati particolarismi e perdita di solidarietà. Si è sottolineata la necessità di investire nella scuola e nell’istruzione per migliorare il futuro delle giovani generazioni.Infine un impegno: quello di organizzare, l’anno prossimo a 150 anni dalla proclamazione del regno d’Italia, l’arrivo in Sicilia di tanti studenti del nord. L’incontro si è concluso con uno scambio di doni. Da parte catanese una gigantografia con le facce di tutti i partecipanti e una torta di mandorla con i colori della bandiera italiana.
Il 15, a Genova, il gruppo è stato accolto all’interno della manifestazione “La Storia in Piazza”: dibattiti, spettacoli teatrali, mostre, giochi organizzati dal Comune ligure, promossa con l’obiettivo di riannodare i fili della memoria nazionale e riflettere sui nodi dell’unità nazionale. Il 15 è stato segnato, anche (per qualcuno soprattutto), dall’incontro “notturno” (è iniziato dopo le 22,00) con don Gallo, uno di quei “preti di periferia” capaci di vivere accanto agli ultimi e per questo in grado di “smuovere” coscienze e sentimenti. Di inchiodare tanti ragazzi, sino a mezzanotte, ad ascoltare di emarginazione e di futuro, di Vangelo e Costituzione.
Infine, il 16 a Quarto per consegnare al sindaco di Genova un’altra gigantografia, questa volta con le firme di tutti i partecipanti sul retro, e ribadire il nesso fra passato, presente e futuro.
Coerentemente con gli obiettivi iniziali, ora, al ritorno a Catania, sarà importante discutere fra i partecipanti e all’interno degli Istituti coinvolti su come tradurre in concreta progettualità didattica l’esperienza accumulata.
Leggi la presentazione del progetto a cura dei prof. Salvatore Distefano (Presidente Associazione Etnea Studi Storico-Filosofici) e Nino De Cristofaro (Docente del Liceo Boggio Lera )
Leggi il “dispaccio” preparato da alcuni degli alunni partecipanti, una sintesi vivace di impressioni ed emozioni
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