A fine settembre, nella elegante cornice dei portici del cortile di Palazzo Minoriti, per iniziativa della Provincia
E’ stata come una rinfrescante pioggerellina autunnale dopo l’afoso diluvio estivo di finte e improbabili fiere artigianali che infestano molti paesi etnei, peraltro anch’esse regolarmente foraggiate dalla Provincia, e che hanno il loro principale centro di interesse nelle bancarelle gastronomiche.
Alcune lavorazioni hanno attirato in particolare la nostra attenzione: l’alto livello qualitativo
Questa manifestazione ha dimostrato non solo che l’artigianato tradizionale ancora vitale ma che mostra anche una sorprendente capacità di rinnovarsi sia nelle tecniche di lavorazione, nelle soluzioni progettuali e nella elaborazione di nuove modalità espressive, capaci anche di venire incontro ai gusti delle giovani generazioni: si pensi, ad esempio, alla bigiotteria in pietra
E’ questa forse la principale lezione che gli stessi organizzatori della manifestazione e altri soggetti istituzionali dovrebbero trarre, orientando diversamente i loro investimenti in questo settore. Non basta infatti il semplice auspicio che questi mestieri non scompaiano, occorre assicurare loro una possibilità concreta di continuità, con finanziamenti mirati alla formazione professionale, al sostegno dell’occupazione, alla definizione di standard di qualità, alla commercializzazione dei prodotti.
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