Ma se a queste persone viene negato:
– il diritto di curarsi nelle strutture sanitarie
– il diritto di inviare alla propria famiglia i risparmi in maniera legale
– il diritto di registrare i/le propri/e figli/e all’ufficio anagrafe della città in cui nascono
– il diritto di ricongiungersi in Italia con i propri familiari
– il diritto di camminare liberamente per la città
– il diritto di ottenere il permesso di soggiorno senza ingiuste e sproporzionate “tasse”
– il diritto di raggiungere l’Italia per richiedere la protezione umanitaria
– il diritto a un lavoro regolare
secondo voi l’Italia diventa un Paese più sicuro? Oppure chi si trova già nel nostro territorio o ha necessità di lasciare il proprio Paese troverà comunque un modo alternativo per poter sopravvivere qui? Se aumenta la marginalità di queste persone non aumenterà anche il rischio che vengano reclutati in circuiti illegali e/o mafiosi?
Tutto questo potrà mai rendere l’Italia un Paese più civile e sicuro?
Eppure a Catania, città pervasa dall’illegalità e dai perenni abusivismi, dall’intreccio politico-mafioso, dallo smantellamento dei pubblici servizi assistenziali comunali, devastata nella vivibilità quotidiana, nella struttura economica e nei beni comuni con oltre un miliardo di euro di deficit, gli amministratori vogliono convincerci che la nostra sicurezza verrebbe garantita con sei nuove ordinanze – in vigore dal 1° agosto – che privano la libertà dei/lle migranti e restringono quella dei cittadini e delle cittadine.
Opponiamoci insieme alle nuove leggi razziali e uniamoci perché Catania possa essere una città aperta all’accoglienza
venerdì 31 luglio dalle ore 18.30 : piazza Stesicoro
controinformazione con animazione, suoni e…
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