Non c’è bisogno di descrivere i disagi degli utenti: sono sotto gli occhi di tutti.
Ma di chi è la responsabilità? Della direzione amministrativa dell’azienda o piuttosto della amministrazione comunale e, quindi, del sindaco? Certamente di entrambi.
Sulle responsabilità del Comune si sofferma Rifondazione Comunista in un comunicato in cui si afferma che “l’amministrazione comunale, nell’arco di 10 anni, ha accumulato debiti nei confronti dell’azienda municipale trasporti pari a 80 milioni di euro. A causa di questi ingenti crediti vantati nei confronti del comune, l’AMT non è più in grado di pagare i fornitori.”
Entrando più nel dettaglio, il comunicato spiega che “il gasolio viene pagato giornalmente attingendo agli incassi dei biglietti e degli abbonamenti: ogni giorno quindi l’azienda rischia di non poter approvvigionare gli autobus del combustibile necessario all’espletamento del servizio.” Inoltre “le aziende non forniscono più i pezzi di ricambio, tanto che oltre 200 bus sono fermi per carenza di manutenzione e, più che essere riparati, vengono ulteriormente smontati per recuperare altri pezzi di ricambio per gli autobus in servizio.”
Non è un caso, quindi, che l’attesa, alle fermate dei bus, si faccia sempre più lunga e snervante… “Su 400 mezzi che l’azienda possiede, ne vengono utilizzati quotidianamente solo 160, ben 80 in meno di 10 anni fa, causando così continui e sistematici ritardi nelle percorrenze.”
Se l’utente del servizio se la passa male, i dipendenti AMT non se la passano meglio. La loro situazione è sempre più grave perché oltre 760 dipendenti sono senza salario dal mese di aprile.
“Inutili sono stati gli incontri e le convocazioni all’Ufficio del Lavoro, ai quali tra l’altro la direzione dell’AMT nono si è presentata: l’amministrazione comunale a tutt’oggi non è in grado di ipotizzare una data utile per il pagamento delle retribuzioni di autisti, operai ed impiegati.”
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