1. Perché si vogliono concentrare al centro gli uffici amministrativi quando la tendenza
2. Perché smantellare il poliambulatorio di Via Santa Maria La Grande, sede storica ex-INAM, che è stato ristrutturato 9 anni addietro proprio per rendere i locali idonei ad accogliere gli ambulatori?
3. Perché mantenere l’ambulatorio di Via Pasubio (famoso, tra l’altro, per i ricorrenti avvisi di sfratto), che ha una offerta di specialisti di gran lunga minore e una struttura non altrettanto adeguata alle prestazioni specialistiche?
Negli articoli citati si preferisce dare ampio spazio alle presenze degli amministratori (forse a dimostrazione di un impegno assunto) e ad affermazioni di principio.
La soluzione di mantenere aperto l’ambulatorio di via Santa Maria La Grande al 50% delle ore, fino a quando non saranno disponibili i nuovi locali di Via Cifali che ospiteranno altri servizi ambulatoriali, sembra avere convinto i consiglieri comunali.
Ma alle domande rimaste inevase se ne aggiungono altre:
4. Quali ambulatori si trasferiranno in via Cifali, considerato che presso detto immobile è previsto il trasferimento di tutte le attività attualmente svolte presso il presidio di P. Lanza (che non ha al suo interno ambulatori)?
5. Presso l’ex-INAM rimane allora solo un punto prelievo e un ufficio per le certificazioni, o saranno presenti altri ambulatori?
6. Più in generale, l’offerta dei medici specialisti interni, per i cittadini che gravitano nel centro di Catania, viene mantenuta inalterata anche dopo la ridefinizione di questo “processo di innovazione, implementazione e razionalizzazione delle prestazioni e della spesa sanitaria dell’Asl 3”? Ovvero, per quali prestazioni l’unica offerta sarà solo a Librino?
Di tutt’altro tono e contenuto, invece, la conclusione dell’articolo della Sicilia:
«Esprimiamo viva soddisfazione per il positivo epilogo della nostra pubblica denuncia – hanno scritto in una nota i consiglieri Nello Musumeci, Gemma Lo Presti e Manfredi Zammataro, del gruppo La Destra-As – e apprezzamento per il senso di responsabilità dimostrato dai vertici dell’Asl 3 e dalla presidenza del consiglio comunale. Quando le battaglie per la giusta causa si combattono senza pregiudizi di parte, chi vince è sempre il cittadino. Questo è uno degli esempi più eloquenti».
Considerate le domande rimaste aperte, possiamo essere d’accordo?
Leggi l’articolo in archivio: poliambulatorio-a-librino
Cate ha due bambini piccoli, uno ancora in braccio. Si rivolge al Centro Astalli perché…
La cattedra di arabo del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania, in collaborazione con…
La fragile tregua nella Striscia di Gaza aveva fatto sperare, se non nella pace, che…
Non solo un fiorire di piccole botteghe artigiane di falegnami, fabbri, maniscalchi, … ma anche…
La giunta Trantino ha definito i progetti del decreto Caivano per San Cristoforo. Vedremo come…
Dovranno pagare 340mila euro per aver presentato, al Tribunale delle imprese, un ricorso contro la…